PLaC – Patto per il Lavoro Culturale

Post di Valentina Calò

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Giovedì 2 febbraio è stato presentato in conferenza stampa alla Camera dei Deputati il Patto per il Lavoro Culturale – PLaC.

Promosso dagli attivisti di Mi Riconosci? Sono un professionista dei Beni Culturali, da un anno e mezzo impegnati in una campagna per la regolamentazione dell’accesso alla professione e per la valorizzazione dei titoli di studio del settore, PLaC è “un codice etico che rappresenta un vero e proprio patto tra professionisti, datori di lavoro e accademici (o responsabili della formazione)” operanti nel mondo dei beni culturali.

Il documento, strutturato in quattro parti, è infatti rivolto a tutti i soggetti coinvolti, a vari livelli, nel lavoro culturale. Accademici, professori e formatori sono i primi chiamati a promuovere un lavoro culturale di qualità, fornendo ai futuri professionisti dei beni culturali competenze adeguate alla professione. La sottoscrizione del patto impegna poi studenti, professionisti e aspiranti tali a una presa di responsabilità, passo importante per un riconoscimento della dignità professionale. Datori di lavoro e committenti sono invitati a “riconoscere il valore del lavoro culturale, la sua dignità, l’obbligo di rispettare pieni diritti e prevedere un’adeguata retribuzione”. Infine, l’intera cittadinanza è chiamata a scoraggiare il ricorso a forme di lavoro gratuito o sottopagato e, al tempo stesso, a riconoscere l’importanza sociale delle professioni culturali.

LEGGI IL PATTO PER IL LAVORO CULTURALE

A pochi giorni dalla sua presentazione, il Patto per il Lavoro Culturale conta già centinaia di sottoscrizioni. Hanno aderito anche Tomaso Montanari, Professore ordinario dell’Università degli Studi Federico II di Napoli, Rita Paris, della Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma, Salvatore Settis, Professore emerito della Scuola Normale Superiore, Maria Pia Guermandi, Responsabile Progetti Europei – Istituto Beni Culturali, Claudio Meloni della Fp-Cgil, Lucinia Speciale, Professoressa associata Università del Salento e molti altri.

Se non l’hai ancora fatto LEGGI, SOTTOSCRIVI E FAI SOTTOSCRIVERE IL PATTO

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